Il Giornale, 12 marzo 2004
Navarro Valls difende il film: "E' fedele al testo". Il rabbino capo di Roma: ma le scritture sono antigiudaiche e vanno interpretate"
di Andrea Tornielli
L'altro giorno, dopo la visione in anteprima del film La Passione di Cristo, alcuni autorevoli esponenti della comunità ebraica romana avevano chiamato in causa la Chiesa cattolica chiedendo un pronunciamento, anzi, una presa di distanze, perchè la pellicola che ricostruisce nei minimi particolari le ultime dodici ore della vita del Nazareno rappresenterebbero un allontanamento dal messaggio del Concilio Vaticano II. La risposta non si è fatta attendere, ed è stata asciutta, ma ferma. Il portavoce vaticano joaquìn Navarro Valls ha infatti dichiarato al quotidiano Il Messaggero che il Papa ha visto il film e che se il film fosse davvero antisemita, come ritengono alcune associazioni ebraiche, la Chiesa sarebbe intervenuta.
Le parole del portavoce vaticano sono in linea con la sua precedente dichiarazione, del 22 gennaio scorso nella quale affermava che "il film è una trasposizione cinematografica del fatto storico della Passione di Gesù Cristo secondo il racconto evangelico".
Prima di Navarro erano intervenuto il vardinale Dario Castrillòn Hoyos, prefetto della congregazione del clero, che aveva detto: "Vorrei che tutti i sacerdoti cattolici del mondo vedesssero questo film. Spero che tutti i critiani possano vederlo, tutta la gente della Terra" [...]
E pure il numero tre della Congregazione per la dottrina della fede, l'americano Joseph Augustin Di Noia, aveva apprezzato "La Passione di Cristo" [...]
Le parole di Navarro hanno provocato una duira replica. "Si tratta di una totale chiusura al confronto, il che di per sè è abbastanza preoccupante", osserva il presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Amos Luzzatto. [...] "Devo dire" ha spiegato Luzzatto "che mi lascia imbarazzato il modo deciso, assoluto, che non ammette repliche, con il quale ne ha discusso Navarro Valls. Da infatti per scontato che il film sia "una trascrizione cinematografica" fedele e indiscutibile del messaggio evangelico". [...] "Nelle scritture - ha invece detto invece il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni - c'è antigiudaismo, ma il fatto che ci sia è un fatto innegabile sul quale hanno ampiamente lavorato, dimostrandolo e interpretandolo autorevoli studiosi e teologi della Chiesa. Il problema non si risolve negando che esiste antigiudaismo, ma dimostrando che insieme all'antiogiudaismo delle fonti tradizionali della Chiesa esiste anche il filogiudaismo, collocando ogni cosa al posto giusto, insegnando che la predicazione deve dimostrare il senso delle cose".