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Il rettore |
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Mercoledi' 3 Dicembre 2008, Ore 23: 09: 53 |
Tratto dal libro "Storia di Vittoria" di Giovanni Barone, Utopia edizioni,
Chiaramonte Gulfi, II edizione 1997, pagg. 199-200.
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I lavori per la costruzione della Chiesa cominciarono nell'anno 1612 ad opera dei monaci dell'Ordine dei Frati Minori
Osservanti di S. Francesco e furono ultimati nel 1619. Al momento in cui venne costruita, la chiesa si trovava fuori dal paese.
Infatti l'attuale e centralissima Piazza del Popolo era la Piazza del Mercato.
Nel terremoto del 1693 buona parte del convento e della chiesa crollarono.
Come si legge sul frontone dell'architrave del portone d'ingresso, i lavori per la ricostruzione della chiesa e del convento
ripresero nel 1754 e terminarono nel 1769, anno in cui la chiesa venne riconsacrata e riaperta al culto.
Nella ricostruzione furono abbelliti l'altare maggiore e gli otto altari laterali.
Nel convento degli Osservanti di Vittoria era possibile compiere studi generali di teologia e filosofia sotto l'immediata dipendenza
del Ministro generale dell'Ordine.
Successivamente per vari decenni - specialmente tra la prima e la seconda guerra mondiale - la chiesa venne di nuovo chiusa al culto,
mentre nel convento, che nel 1867 era passato allo Stato per le leggi eversive del 7/7/1866, vi furono alloggiati il
Comando dei CC. RR., la Pretura Mandamentale e Conciliazione e l'Ufficio Postale.
Poi, in applicazione del Concordato tra lo Stato italiano e lo Stato pontificio, nel 1946, parte del convento,
ma non tutto, fu restituito dallo Stato ai monaci francescani, i quali, nel frattempo, con grande abnegazione, rimisero la chiesa
in dignitose condizioni rifacendone il tetto e il pavimento, dopo avere asportato la necropoli sottostante.
Quanto segue invece è testimonianza di un fedele che ha frequentato la chiesa molto assiduamente
Ancora nel 1946, il convento era abitato da diversi frati. Il padre guardiano era p. Giacomo Casentino. Poi vi erano p. Luigi,
p. Angelino, p. Antonio Russo, p. Antonio Garra. Dopo qualche anno come padre guardiano è subentrato p. Celestino Messina.
Ultimo rettore fu p. Matteo Zafferano, che è rimasto fino al 1986, cioè fino alla sua morte. Alla sua morte, dietro
interessamento di qualche fedele, il p. provinciale mandò dal convento di Siracusa padre Egidio, un frate veramente eccezionale,
che in sei mesi di permanenza fra noi ha lasciato un enorme patrimonio di bellissimi ricordi e di beni spirituali. Egli stesso si è
interessato di trattare col padre provinciale di Malta e di Palermo ed ha ottenuto un accordo tra loro e il nostro vescovo, mons. Angelo Rizzo,
per avere dei frati maltesi. Così da Malta arrivarono 3 frati: p. Norberto, come superiore, e p. Paolo e p. Antonio. Dopo due anni
però, mentre sembrava che andasse tutto molto bene, all'improvviso il p. provinciale di Malta ha richiamato tutti i frati e così
la chiesa venne chiusa per l'ennesima volta. 
Ma questa volta la provincia di Palermo ritenne di mandare un TIR lungo 20 metri sul quale vennero caricati tutti i beni contenuti
nel convento, tra cui il patrimonio di paramenti sacri, di grande valore. Per due anni la chiesa venne aperta solo in occasione della celebrazione al pomeriggio della S. Messa da parte di un sacerdote . Per la grande insistenza dei fedeli, e per l'intervento di mons. Giuseppe Calì, arciprete, parroco della parrocchia nel cui territorio insiste la chiesa S. Maria delle Grazie, il Vescovo si è messo in contatto con dei Vescovi polacchi i quali hanno accettato di mandare due sacerdoti, e fino ad oggi, la chiesa è retta dai sacerdoti provenienti dalla diocesi di Kielce.
I primi ad arrivare furono p. Mieczyslaw Robak (rettore) e p. Stanislaw, sostituiti da p. Boguslaw Bodziony (rettore) e p. Giuseppe
(Josef Kubicza).
Infine p. Robert Dynerowicz (rettore) e p. Mirko (Miroslaw Cisowski), che al giorno d'oggi regge la chiesa con grande impegno e generosità.
P. Mirko dopo circa due anni è tornato in Polonia ed è stato sostituito da p. Mario (Marius Starcewski), che coadiuva attualmente l'arciprete della Basilica di S. Giovanni Battista, mons. Giuseppe Calì.Questi sacerdoti provenienti da terre lontane, ma col cuore vicino a noi, hanno permesso che la chiesa Santa Maria delle Grazie, la più antica chiesa mariana, e posta nel cuore della cittadina di Vittoria ritornasse a diffondere il messaggio della Madonna. Centro dell'attività della chiesa è infatti la cura della festa dell'Immacolata Concezione, l'8 dicembre.
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